Piloti

Boscutti

Storia del recupero

Tenente GIOVANNI BATTISTA Boscutti
Sanguarzo (UD) 15.02.1912 - correzzola (PD) 11/03/1944
I° GRUPPO CACCIA AN.R.
Missione : decollo su allarme dall'aeroporto di Campoformido (Ud) alle h 11.03 con altri 36 Macchi 205. Il ten. Boscutti pilotava il Macchi MM92279 nel furioso scontro tra i caccia italiane i Puy THUNDERBOLT di scorta a una formazione di bombardieri strategici che incrociava i cieli di Padova, Venezia e Chioggia ebbe la peggio assieme ad altri 2 pilota italiani che persero la vita. Il ten. G.B. Boscutti fu recuperato con il suo Macchi MM 92279 l’11 Novembre 2006 hella campagna di Correzzola (Pd) dai volontari delle Romagna Air Finders.

11 Febbraio 2006 – La testimonianza L’inizio delle ricerche risale all’11 febbraio 2006, durante un’esposizione di alcuni reperti dei Romagna Air Finders, a Ferrara, in occasione di MILIFERRARA, fiera di militaria. Mirko Tesser, di Pontelongo (Padova) si avvicina al nostro stand, accompagnato da alcuni amici, dopo un attimo di esitazione, ci parla di un abbattimento di un pilota italiano, avvenuto nel marzo del ’44 e caduto nelle campagne di Correzzola, dopo Cavarzere direzione Padova. Offriamo tutta la nostra collaborazione e assistenza, registriamo tutta la testimonianza, scambiamo contatti telefonici, indirizzi e cellulari, cosa che facciamo sempre in questi casi e ci consultiamo con il resto del gruppo.

Le parole di Tesser: ”Era circa mezzogiorno e su in cielo si stava svolgendo una delle tante battaglie aeree che erano ormai all’ordine del giorno, quando vidi un aereo che veniva giù quasi in picchiata, era chiaramente fuori controllo, poi un gran boato e una grossa nuvola di fumo. Io ed altri bambini ci recammo sul luogo del disastro, la scena era a dir poco agghiacciante: lamiere fumanti, fuoco, ed una grossa voragine da dove si vedeva uscire del fumo denso e nero, attorno alla voragine Ie ali distrutte e parti del velivolo sparpagliate ovunque, ed e Iì che vidi per la prima volta un cadavere, o per meglio dire parti di esso... Non capivamo esattamente quello che era successo, per noi bambini era quasi un gioco, non è che questi eventi capitassero tutti i giorni, la guerra era quasi una quotidianità, ma quel giorno la guerra era arrivata davanti ai miei occhi con tutta la sua crudeltà. Dopo pochi minuti arrivarono i militi della Guardia Nazionale Repubblicana che recuperarono pochi resti del pilota, Ii composero dentro una cassettina di legno che venne poi consegnata al parroco. Fu fatto anche un tentativo per cercare di recuperare altro materiale, ma I’operazione venne abbandonata di lì a poco causa di infiltrazione d’acqua nella buca.”

Prima con la cartina, per individuare la località e in internet per “spulciare” negli archivi e nei forum di discussione di appassionati di storia dell’aeronautica a livello internazionale. Ci viene incontro il prezioso aiuto di un caro amico, Alessandro Voltolina, di Chioggia. Una volta accordato l’incontro con Tesser, Voltolina si fa accompagnare sul luogo dell’impatto, per documentarci e ci spedisce per mail la foto con i dati e le coordinate della zona. Cominciamo ad avere qualche cosa di concreto, ma ovviamente non basta. Su consiglio di Alberto Ferrari, il sig. Tesser, con il parroco locale, trova nell’archivio della Chiesa un certificato di morte di un aviatore.

“Li 12 marzo 1944 Boscutti Battista soldato Aviere nato il 15 febbraio 1912 domiciliato nella parrocchia di Sanguarzo/Udine di condizione soldato aviere caduto in territorio di Correzzola con il suo aeroplano incendiato morì il giorno 11 marzo 944 alle ore 11 1/2. Ricevette i Sacramenti? Non fu possibile perchè fu trovato smembrato in più pezzi. L’apparecchio sprofondato per circa nove metri e i resti mortali furono raccolti in dieci giorni di lavoro e la benedizione Papale con la Raccomandazione dell’anima. La salma, dopo le esequie celebrate in questa Chiesa, fu tumulata nel cimitero di Sanguarzo/Cividale il giorno dopo i funerali fatti solennemente in Correzzola. Firma del Parroco o Curato Bertuzzo Don Giuseppe”

Abbiamo il nome di un pilota e la data dell’abbattimento che coincide con la testimonianza. Ma dobbiamo avere ulteriori conferme. Grazie alla collaborazione del Dott. Ferdinando D’Amico, storico a livello internazionale, otteniamo copia del rapporto compilato dal Cap. Adriano Visconti dopo la Battaglia sul cielo di Padova. POSTA DA CAMPO 049 li 12/3/44 I GRUPPO CACCIA COMANDO AL COMANDO CACCIA SUA SEDE RAPPORTO SULL’AZIONE BELLICA COMPIUTA IL GIORNO 11 MARZO 1944 Nel cielo di: Foce del Po, Verona,Treviso, Padova, Venezia. Specie dell’azione: caccia su allarme Ora di partenza dei velivoli: 11.03 Numero velivoli impiegati e tipo: 36Mc. 205 Nome Capoformazione: Capitano VISCONTI Adriano. (Ten. Guidi Amedeo, Ten. Ligugnana Mario) Relazione sull’azione compiuta: Decollati ad ore 11.03 con ordine di volo: massima quota su Gorizia. Con successivo ordine radio la formazione raggiunge le foci del Po. Ivi incrocia con vantaggio di quota le formazioni di bombardieri nemici con rotta Nord-Ovest. La pattuglia di destra (Ten. Guidi Amedeo) della formazione nostra si lancia all’attacco dei bombardieri: il capo formazione (Cap. Visconti) si impegna con aliquote della caccia di scorta avversaria diretta dei bombardieri; la pattuglia di sinistra avvistati numerosi Lightning in scorta indiretta in quota, manovra per impedire l’attacco di questi ultimi alla nostra formazione. Il combattimento contro fortezze tipo Boeing e contro Thunderbolt si protrae dalle 11.40 alle 12.03(?). Risultati conseguiti: Otto Thunderbolt sicuramente abbattuti, 1 probabile, 4 mitragliati. Tre fortezze Boeing sicuramente abbattute, una probabile, dodici mitragliate. Velivoli perduti durante l’azione: Mc 205 MM92296 pilotato dal S.Ten. CASTELLANI Bruno, caduto in mare a Venezia. Mc 205 MM 92279 pilota Ten. BOSCUTTI Giobatta, e Mc 205 MM 92321 pilota Ten. BORTOLANI Guerrino non rientrati Mc 205 MM 92264 S. Ten. STELLA Andrea atterraggio di fortuna nei pressi di Adria. (Pilota incolume). Velivoli danneggiati in volo:Nessuno. Questo comando ha provveduto ad avvisare la famiglia del S. Ten. CASTELLANI Bruno, deceduto. I funerali avranno luogo ad Udine,lunedì ore 16.30

9 Luglio 2006 – Primo sondaggio Abbiamo dei documenti importanti, ma non le prove dell’abbattimento, quindi un caldissimo 8 luglio i RAF si organizzano per effettuare il primo sopraluogo a Correzzola. Nel frattempo Mirko Tesser e Alessandro Voltolina, si mettono in contatto con il proprietario del terreno, il gentilissimo Donato Lazzarin, che ci autorizza ad entrare nella sua proprietà. Siamo abituati nelle nostre zone ad operare in aperta campagna, ma il punto d’impatto del velivolo, in questo caso è sotto una coltre fitta di piante e arbusti, un rettangolo di terreno incoltivato da tantissimi anni, dai vecchi padroni, ora pieno di fitta vegetazione. Questo ci impedisce di usare al meglio i metaldetectors, ma non ci impedisce di trovare le prime prove: frammenti di alluminio avio. Siamo sulla buona strada, Tesser ci porta da un altro testimone che conferma l’accaduto. Conosciamo così la signora Remigia Biondi, che, sbalordita del nostro gruppo e impegno, racconta con le lacrime agli occhi di quell’aereo caduto in picchiata e avvolto dalle fiamme. Ci rivela che ci fu anche un tentativo di recupero, ma a causa di una falda acquifera, l’aereo, già ad una certa profondità, cominciò a sprofondare sempre più, rendendo così impossibile ogni tentativo di estrarre il corpo dilaniato del pilota. Fu trovata la piastrina di riconoscimento e consegnata alla milizia che intervenne per allontanare i civili. Il cratere, con i resti del pilota e del suo aereo, fu riempito di terra e chiuso. Durante i sondaggi, viene redatto con il Comando dei Carabinieri di Codevigo (Pd) il verbale che ci autorizza alle ricerche di materiale bellico e un altro gruppo si reca in comune di Correzzola. Qui, il proprietario del terreno Sig. Lazzarin, unitamente al Presidente Leo Venieri e a Marcello Spinozzi si recano presso gli uffici dell’Amministrazione Comunale per un colloquio diretto. Conosciamo così i gentilissimi Mauro Fecchio, Sindaco, e il Geometra Nicola Lunardi ed illustriamo il motivo della nostra presenza nel territorio Comunale ed ufficializzare la richiesta di collaborazione al recupero del Ten. Boscutti. Il Sindaco si è dimostrato subito interessato al nostro intento umanitario con la promessa di collaborazione da parte dell’Ente Locale al recupero del caccia italiano e ai resti del suo sfortunato pilota.

28 Ottobre 2006 – La ricerca del punto esatto dell’impatto Alle ore 8 arriviamo sul posto. Ad attenderci un mini escavatore e un operatore del comune. Dopo aver bonificato in superfice, dobbiamo trovare il punto esatto della massa. Gli strumenti non sbagliano: un semplice segnale sotto svariati metri di profondità, può indicare un semplice pezzo di ferro, un chiodo arrugginito, un coperchio di un barattolo, oppure anche solo ossido di un elemento metallico.Vengono eseguiti allora una serie di sondaggi in profondità in tutta l’area. Il punto dove gli strumenti emettono segnale più forte e distinto viene “tracciato”. Viene così stabilito il punto dello scavo. La falda acquifera – Ricerche sospese E’ noto che nelle zone situate lungo il Po e specialmente non distanti dal mare, le terre sono di origine paludosa, quindi con un alta percentuale di acqua. Lo notiamo subito dai primi carotaggi. Troviamo finalmente sotto un metro e mezzo circa, il terreno annerito dalla combustione e esplosione dell’impatto del velivolo al suolo. Questo ci indica che siamo sulla buona strada: la fatica sta per essere ricompensata. Ma purtroppo non è così... Dalla buca, segnata come inizio per lo scavo, fuoriesce acqua.

11 novembre 2006 – Il recupero L’11 novembre è il giorno fissato per lo scavo dell’aereo. Grazie alla fattiva collaborazione dell’Amministrazione di Correzzola, che mette a disposizione due escavatori, si inizia a scavare. Gli strumenti di profondità ci indicano che l’aereo, o quel che ne rimane, si trova esattamente nel posto delimitato in precedenza. I primi metri di scavo non rivelano nulla di buono,poi l’infiltrazione di acqua, dalla vicina falda, sempre complicare ancor più le cose. Iniziano ad affriorare sempre più frammenti avio, improvvisamente l’odore acre del carburante avio, si fa sentire forte. L’aereo c’è ed è sotto i nostri piedi. La benna inizia a riempirsi di strumenti del cockpit, la cloche, pezzi di blindovetro, quel che rimane del motore, il seggiolino... ancora seduto c’è quel che rimane del Ten Boscutti... Interviene il personale medico della C.R.I. per la rimozione dei resti e la ricomposizione in tenda necroscopica. Prima dell’arrivo della sera, viene dichiarato concluso lo scavo, e, prima di ricoprire il buco, viene osservato un minuto di silenzio, alla presenza delle autorità civili e militari. Il recupero del Ten Boscutti e del suo Macchi si rivelerà uno dei recuperi più “ricchi”, per quantità e qualità del materiale estratto, dei Romagna Air Finders.